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Progetto Strike S.p.a.

Via Umberto Partini 21, Roma

Introduzione

E¹ necessario che le politiche sociali del terzo millennio riconoscano il ruolo della produzione di valore sociale, oltre che la pura prestazione di "valore" classicamente inteso. Nei nostri territori vivono ormai universi apparentemente inconciliabili: infinite culture, diversi tempi di vita: molteplici appartenenze danno origine a bisogni e aspettative differenti, ma anche a differenti esigenze di partecipazione e di comunità. E¹ proprio a partire da questo che crediamo vada costruito un luogo dove la partecipazione divenga effettiva e dove la contaminazione diventa il metodo con cui costruire relazioni e servizi.

Contesto globale:

Il contesto nel quale è avvenuta l¹occupazione dello stabile in Via Partini 21 (Portonaccio-Casalbertone) la notte dello sciopero generale del 18 ottobre indetto dalla CGIL, è quello della città di Roma nelle sue vesti di aspirante città globale. Questo vuol dire individuare quale contesto di riferimento sia lo spazio fisico della città, sia lo spazio teorico della globalizzazione economica e vuol dire farlo con gli occhi di coloro che hanno provato negli ultimi anni a dare voce a chi in prima persona subisce le trasformazioni in atto, senza avere molto spesso strumenti per intervenire. L¹orizzonte cui ci si riferisce ad esempio è la proposta di Partecipazione diretta dei cittadini che deriva dall¹esperienza di Porto Alegre, il cui obiettivo è appunto quello di promuovere una pratica di democrazia dal basso, in cui gli indirizzi, le decisioni politiche e amministrative vengano prodotte in un processo aperto ai cittadini e non solamente riservate alle istituzioni della democrazia delegata.

Contesto locale:

La zona prescelta per la realizzazione di questo progetto è il quartiere di Casalbertone, "isola" del V Municipio uno dei piu¹ grandi di Roma. In particolare lo stabile si trova in un¹area destinata a servizi pubblici di livello urbano e riconoscibile come "zona blu" (destinazione= servizi pubblici di livello urbano) nelle carte del Piano Regolatore in corso di approvazione. Si tratta di una zona di confine tra il Centro e la Periferia di Roma, chiamata a svolgere una funzione molto importante di decongestionamento del tessuto cittadino ma non dotata delle infrastrutture necessarie. Si tratta inoltre di una zona adiacente alla Stazione Tiburtina, e molto vicina alla città universitaria, che si trova dunque a condividere il destino di San Lorenzo, quartiere popolare, che ha dovuto reggere l¹impatto del vicinato con una delle più grandi Università d¹ Europa, ma anche meno attrezzate in materia di servizi per gli studenti.

Metodi di applicazione del progetto:

Autogestione:

Riteniamo che i Centri Sociali Autogestiti abbiano disegnato un percorso che li ha trasformati da luoghi di esclusione a luoghi di produzione. Il principale tipo di AUTOproduzione riguarda la socialità non mercificata e la cultura a basso costo.

Autoformazione:

"Tutte le volte che si scambia conoscenza, si verifica un processo produttivo di accumulazione di ricchezza, che non può essere sottratto al lavoratore, al limite può essere espropriato" (Andrea Fumagalli). Le conoscenze, la comunicazione, l¹elaborazione dei simboli, in una parola il sapere, oggi figura come principale forza motrice dei processi produttivi, e proprio per questo i meccanismi attraverso i quali viene captato, messo a valore, ma anche diventa strumento di controllo, dispositivo di ricattabilità e di gerarchizzazione sociale. Nei processi di apprendimento vi è sempre sottesa una certa inclinazione al rifiuto della trasmissione verticale e unidirezionale dei saperi, vi è sempre uno spontaneo risparmio di energie cognitive nell¹immagazzinare stock di nozioni inutilizzabili a chi le apprende, perché troppo lontane dai contesti di vita e di azione dei soggetti che si vorrebbe raggiungere. L¹autoformazione può essere un controdispositivo in grado di sviluppare attività che pongano la cooperazione tra uomini e donne come l¹asse preminente, della creazione e della trasmissione di sapere. Crediamo sia possibile creare un nuovo spazio pubblico, in cui è in gioco la capacità di autorganizzazzione del lavoro materiale e immateriale.

Contaminazione

L¹idea di fondo di questo progetto avrebbe quello di essere esso stesso rete di progetti, integrati, affini, complementari, i quali ,facilitano la conoscenza reciproca dei soggetti coinvolti, dando la possibilità di sperimentare la convivenza e la divisione del lavoro all¹interno di uno stesso luogo, il moltiplicarsi di nuovi progetti a lungo termine frutto della condivisione delle culture e-o delle competenze in gioco.

Soggetti coinvolti :

La scommessa di questo progetto è il coinvolgimento di quei soggetti complessivamente definibili come le "nuove figure del precariato sociale", ovvero studenti, migranti e lavoratori precari, impiegati nel campo della comunicazione e dell¹espressione artistica. Sono questi i soggetti sociali che concretamente lavoreranno alla costruzione di quello che crediamo giusto chiamare lo "Spazio pubblico autogestito" in questione e sono gli stessi cui si rivolge il progetto. Accomunati dunque dall¹esigenza di spazi e ricchi di progettualità soggettiva studenti, migranti, artisti svilupperanno singoli moduli e progetti in comune, al fine di ridurre le distanze e favorire l¹integrazione dei "cosiddetti soggetti più deboli" partendo dalla difficoltà di nominare le nuove figure sociali, la cui natura precaria e flessibile li rende inafferrabili.

Descrizione del progetto:

Il progetto si articola su più livelli, in più tempi, ovvero con obiettivi a breve, medio e lungo termine. L¹idea di fondo è la realizzazione di un Centro multiculturale, multietnico, interattivo e internazionale in cui l¹accessibilità ai saperi, alle tecnologie e alle espressioni artistiche si sviluppi all¹interno di una coabitazione e coprogettazione tra i soggetti coinvolti. Il Centro riunirebbe al suo interno progetti differenti, ma articolati in un Œorizzonte di obiettivi comuni molteplici, quali la formazione, l¹integrazione, la libertà e necessità di espressione individuale e collettiva che a partire dalla condivisione di uno spazio e di una strumentazione di base genererebbe modalità relazionali e decisionali nuove attente ad una partecipazione effettiva delle persone coinvolte, dinamiche di contaminazione culturale e integrazione di competenze e attitudini . Il Centro si rivolgerebbe dunque ad un esterno che va dal livello territoriale (quartiere, Università, Città) ad un livello di territorialità e affinità non definita geograficamente che lo inscriverebbe in una dimensione attenta al locale ma partecipe e rivolta al mondo globalizzato. La realizzazione del Centro, coerentemente con la volontà di procedere a tappe, e riguardando soggetti differenti, organizzati al proprio interno in associazioni , cooperative e avendo individuato partners per quel che riguarda la dimensione locale, nazionale e internazionale innescherebbe un meccanismo di finanziamenti incrociati basato sulla mappatura aggiornata delle possibilità esistenti.

Associazioni e gruppi informali coinvolti:

Associazione Laser (laboratorio scienza epistmologia e ricerca), Associazione migranti Dhumcatu, Bug¹s Lab, Compagnia teatrale Triangolo Scaleno, Laboratorio giocoleria Saltimbanchi alla romana, Sapienza Pirata, Amisnet (agenzia multimediale informazione sociale), www.altremappe.org, Gruppo di Ricerca Itineranda.

Sostenibilità economica dei singoli moduli e del progetto comune

Autofinanziamento, volontariato, legge regionale 285, Fondi assessorato alle Politiche Sociali e Culturali, Bando per il recupero delle Periferie,Fondo Sociale Europeo,

Articolazioni del progetto

1) Tecnologie e comunicazione
-Bug¹s Lab . Laboratorio di software libero. -Forward Visual Lab. Laboratorio di arti visive. -Radio Project Laboratorio di trasmissioni audio su Web, Onde Corte, Satellite. -Museo critico della Scienza

2) Casa di scambi internazionali
-Centro internazionale delle culture -Ostello europeo -Educazione allo sviluppo attraverso la partecipazione

3)Laboratorio studentesco
-Infoshop multimediale -Gruppo di ricerca per l¹inchiesta metropolitana -Ufficio di autocollocamento

4)Espressione artistica
-Laboratorio teatrale -Laboratorio giocoleria -Centro espositivo -Spazio culturale migranti -Spazio eventi musicali

 

Email: strike@hacari.org
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