Venerdì 18 Maggio 2012
   
antifa2

Apertura Spazi Sociali


+B (pub):
martedì-venerdì 20-02.

Strakitchen (trattoria):
martedì-venerdì 20-23.

Sn.info (sportello antipro'):
primo giovedì del mese dalle 20 (vedi sito).

Yo Migro
Scuola di Italiano
:
martedì alle 10.30,
martedì e giovedì alle 19:30.
Sportello di tutela:
giovedì alle 18.

Strike-park (skate park):
tutti i giorni dalle 16 alle 20.

Fotolab:
il mercoledì dalle 17 come camera oscura assistita, è a disposizione per altri utilizzi (scrivi a fotolab(A)strike-spa(.)net).

BugsLab:
l'Internet point è aperto durante le aprture dello Strike, visita il sito o scrivi a info(A)bugslab(.)net per conoscere le attività dei lab.

 

Campagne

yomigro-small

¡YO MIGRO! - orgoglio meticcio

il blog di ¡YO MIGRO!

 

surf-small

 
antifa2
 

alt

 

terraTerraTh

 

alt

 

Image

 
 
 
.
6 Maggio 2011: Sciopero Selvaggio | 5 Maggio in piazza per i diritti de* migrant* PDF Stampa E-mail

20110506-scioperoselvaggio

Nella giungla della Precarietà

Sciopero Selvaggio!

Domenica 1 maggio ore 11.00
davanti a Zara, Via del Corso

Venerdì 6 maggio 2011

Ore 10,30, Piazza di Porta Pia: Picchetto Precario
Ore 18,00, Piazza del Pigneto: Street Parade
[Leggi l'Appello]

Il 5 maggio costruiamo insieme la

Piazza della Dignità

 

verso lo sciopero generalizzato del 6 Maggio

dalle 18 a Campo de' Fiori

contro il ricatto della clandestinità

per i diritti de* migrant*

 

Campagna Welcome – Roma



20110505-piazzadelladignita


Nella giungla della Precarietà - Sciopero selvaggio!

...

Siamo precari, studentesse, lavoratori autonomi di nuova generazione, migranti, disoccupati e intermittenti della città di Roma. Siamo quell'esercito di lavoratori e lavoratrici a basso costo illimitatamente manovrabile per le richieste dei datori di lavoro, committenti pubblici e privati. Siamo la generazione che hanno costretto a vivere nella giungla della precarietà. Siamo gli stessi e le stesse che hanno animato le lotte dell'autunno in questo paese e che credono sia necessario continuare a rifiutare quel piano perverso che ci vorrebbe tutti più poveri e più ubbidienti.

Le lotte dell'autunno infatti hanno dimostrato che senza l'apertura di uno spazio di conflitto in Italia nessuna possibilità di cambiamento è possibile. Le politiche di austerità e di compressione dei diritti, assieme alle drammatiche conseguenze della crisi economica e finanziaria, non lasciano scampo a nessuno. Non è un caso che da quei conflitti sia giunta a gran voce la rivendicazione di uno sciopero generale capace di mettere in collegamento i soggetti che si sono mobilitati in un'unica iniziativa di lotta. È questo il motivo per cui lo sciopero generale del 6 maggio indetto dalla Cgil, è un'occasione fondamentale per proseguire ed allargare quelle battaglie e per rilanciarne di nuove.

Del resto non è un mistero che gli obiettivi su cui i movimenti si sono battuti continuano a mantenere tutta la loro urgenza: dopo l'approvazione della Riforma Gelmini altri tagli all'istruzione pubblica sono in agguato; il piano di ristrutturazione imposto da Marchionne non solo prosegue nelle fabbriche metalmeccaniche, ma si estende come modello agli altri settori della contrattazione sindacale; gli indici sulla disoccupazione crescono così come cresce inarrestabilmente l'esercito dei precari e delle precarie; il sistematico progetto di smantellamento del Welfare State si approfondisce sotto la scure dei piani di stabilità europei; la mobilità dei migranti vede ergere davanti a sé nuove frontiere; la finanziarizzazione dell'economia continua incessantemente a succhiare i redditi ampliando ulteriormente le diseguaglianze sociali.

A tutto questo si aggiunge una sostanziale paralisi del quadro politico con un'opposizione parlamentare incapace anche soltanto di opporsi alla guerra in Libia.

Senza una nuova spinta dei movimenti, un'estensione dei conflitti, un nuovo accumulo di forza, le istanze di autonomia rimarranno inchiodate al palo della rassegnazione. Ma per far questo oggi è necessario un passaggio in avanti: occorre immaginare nuove pratiche di lotta in grado di rendere possibile a tutti rifiutare il ricatto e bloccare, anche solo per un giorno, quella macchina che ci mette a lavoro senza distribuire la ricchezza che insieme produciamo.

Le tradizionali forme di sciopero sindacale sono quindi fondamentali, ma insufficienti. Lo sciopero per essere efficace, per fare cioè male a chi ci sfrutta e ci precarizza, deve contemplare differenti forme e modalità.

Se la precarizzazione delle forme di impiego ha destrutturato le regole del gioco fino a trasformare il mercato del lavoro in una vera e propria giungla, allora lo sciopero, per funzionare, deve essere anch'esso selvaggio, deve fare dell'assenza di regole a cui sono costretti i lavoratori e le lavoratrici, un'arma propria da rivoltare contro i precarizzatori. Deve cogliere di sorpresa la routine della nostra città, deve irrompere nella comunicazione metropolitana e rimanere al tempo stesso invisibile, perché l'invisibilità è la condizione per lottare di chi è sottoposto al ricatto individuale.

Nei prossimi giorni, studenti, lavoratori precari, migranti , intermittenti dello spettacolo, dal primo al cinque maggio accompagneranno con iniziative, azioni, blitz, il conto alla rovescia verso lo Sciopero Generale, a cominciare dal 1 maggio quando grazie al sindaco Alemanno, a confesercenti e ad altre associazioni di categoria moltissimi precari saranno costretti a lavorare.

Per questo lanciamo un appello per costruire il 6 maggio uno sciopero selvaggio nella città di Roma. Per questo ci diamo appuntamento alle 10 e 30 a Piazza di Porta Pia, per dare vita ad un'azione collettiva di blocco di alcune attività economiche che in quella giornata rimarranno in funzione e alle 18 a Piazza del Pigneto per far partire una street parade che attraversi la città e faccia sentire la nostra voce. Reddito e Welfare per tutt*.

 

Domenica 1 maggio ore 11.00

davanti a Zara, Via del Corso

Venerdì 6 maggio 2011

Ore 10,30, Piazza di Porta Pia: Picchetto Precario

Ore 18,00, Piazza del Pigneto: Street Parade




Il 5 maggio costruiamo insieme la Piazza della Dignità


A poche settimane dalle rivolte del Nord Africa e dall’inizio della guerra in Libia, centinaia di profughi sbarcano sulle coste italiane dopo aver affrontato un viaggio che ha messo in pericolo la loro vita. Ventimila persone diventano un problema di grave ordine pubblico (laddove al confine tra Libia e Tunisia ne abbiamo viste transitare a oggi quasi 300.000), in un contesto di emergenza creato ad arte dal governo, che ha trasformato Lampedusa in una prigione a cielo aperto. Di ciò che rimaneva del diritto d’asilo e del dovere all’accoglienza, in altre parole, nessuna traccia.

Emergenza dunque, ma in senso “democratico”, con il confinamento arbitrario di migliaia di persone e la deportazione sommaria di centinaia di altre, con disposizioni che trasformano lo stato di diritto nella legge dei due pesi e delle due misure ai danni di migliaia di persone solo perché di nazionalità diversa. La condizione dei migranti nel territorio nazionale, ma anche nell’Europa fortezza, è ormai fortemente discriminata da leggi e politiche ingiuste e razziste. Ultimo esempio: le clausole di Sarkozy, ovvero la messa in discussione persino di Schengen.

Ma in queste settimane e in questi ultimi anni gli spazi di resistenza e tutela, ma soprattutto di autorganizzazione meticcia delle lotte, si sono moltiplicati divenendo pratica di massa. Da Rosarno a Brescia, da Lampedusa a Civitavecchia, da Roma a Castelvolturno e Santa Maria Capua a Vetere, da Manduria a Ventimiglia, dal sud al nord di questo paese, tantissimi migranti e attivisti hanno difeso con forza la libertà di circolazione e il diritto a scegliere dove vivere, mettendo seriamente in crisi il sistema di ordine e controllo.

A pochi giorni dallo sciopero generale e generalizzato, vogliamo che queste resistenze si incontrino per dare vita, a Roma, alla piazza della dignità. Saremo al centro di Roma, assieme ai lavoratori venuti dalle campagne del sud, dove la rivolta di Rosarno è stata solo l’inizio di un percorso di lotta, ai somali e agli afgani,  tristemente testimoni dell’assoluta indisponibilità all’accoglienza delle istituzioni che governano la città, ai Rom che ci hanno insegnato ancora una volta, dentro e fuori la Basilica di San Paolo che per i propri diritti bisogna lottare. Con dignità e determinazione.

Il ricatto della clandestinità e dello sfruttamento lavorativo è la conseguenza più eclatante della Bossi-Fini e del Pacchetto Sicurezza – un ricatto divenuto insopportabile nel tempo della crisi. Crediamo infatti siano fondamentali i momenti di incontro e convergenza delle mobilitazioni, per costruire nuove possibilità di regolarizzazione per chi arriva in Italia per affermare il diritto al proprio futuro, un diritto che la nostra generazione, studentesca, migrante, meticcia, precaria, su entrambe le sponde del Mediterraneo vuole conquistare, qui e ora.

verso lo sciopero generalizzato del 6 Maggio

Giovedì 5 maggio dalle 18 a Campo de' Fiori

contro il ricatto della clandestinità, per i diritti dei migranti

Campagna Welcome – Roma


 
.

Amisnet

Amisnet
Informazione Sociale Quotidiana
  • In una Francoforte blindata, zone rosse diffuse e sospensione dei diritti
    Dopo lo sgombero mercoledì mattina contro l’assembramento che dal 15 ottobre presidiava il palazzo della Banca Centrale europea, Francoforte continua a rimanere in balia delle estese misure di sicurezza imposte...
  • Passpartù 30: Alternative in cantiere
    In questa puntata di Passpartù parliamo di scenari futuri e alternative possibili. In quest’epoca di crisi economica, politica, e soprattutto culturale cerchiamo di capire quali sono le vie possibili per...
  • Radio Sham: Terzi incontra il leader del CNS
    Mentre il regime fornisce i risultati delle elezioni legislative del 7 maggio pubblicando il nome degli eletti senza specificarne l’appartenenza politica, il presidente del Consiglio Nazionale Siriano Burhan Ghalioun vola...
© 2012 Strike - Spazio Pubblico Autogestito
Joomla! is Free Software released under the GNU General Public License.

www.bugslab.net