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Nella giungla della Precarietà
Sciopero Selvaggio!
Domenica 1 maggio ore 11.00 davanti a Zara, Via del Corso
Venerdì 6 maggio 2011
Ore 10,30, Piazza di Porta Pia: Picchetto Precario Ore 18,00, Piazza del Pigneto: Street Parade [Leggi l'Appello]
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Il 5 maggio costruiamo insieme la
Piazza della Dignità
verso lo sciopero generalizzato del 6 Maggio
dalle 18 a Campo de' Fiori
contro il ricatto della clandestinità
per i diritti de* migrant*
Campagna Welcome – Roma
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Nella giungla della Precarietà - Sciopero selvaggio!
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Siamo precari, studentesse, lavoratori autonomi di nuova generazione, migranti, disoccupati e intermittenti della città di Roma. Siamo quell'esercito di lavoratori e lavoratrici a basso costo illimitatamente manovrabile per le richieste dei datori di lavoro, committenti pubblici e privati. Siamo la generazione che hanno costretto a vivere nella giungla della precarietà. Siamo gli stessi e le stesse che hanno animato le lotte dell'autunno in questo paese e che credono sia necessario continuare a rifiutare quel piano perverso che ci vorrebbe tutti più poveri e più ubbidienti.
Le lotte dell'autunno infatti hanno dimostrato che senza l'apertura di uno spazio di conflitto in Italia nessuna possibilità di cambiamento è possibile. Le politiche di austerità e di compressione dei diritti, assieme alle drammatiche conseguenze della crisi economica e finanziaria, non lasciano scampo a nessuno. Non è un caso che da quei conflitti sia giunta a gran voce la rivendicazione di uno sciopero generale capace di mettere in collegamento i soggetti che si sono mobilitati in un'unica iniziativa di lotta. È questo il motivo per cui lo sciopero generale del 6 maggio indetto dalla Cgil, è un'occasione fondamentale per proseguire ed allargare quelle battaglie e per rilanciarne di nuove.
Del resto non è un mistero che gli obiettivi su cui i movimenti si sono battuti continuano a mantenere tutta la loro urgenza: dopo l'approvazione della Riforma Gelmini altri tagli all'istruzione pubblica sono in agguato; il piano di ristrutturazione imposto da Marchionne non solo prosegue nelle fabbriche metalmeccaniche, ma si estende come modello agli altri settori della contrattazione sindacale; gli indici sulla disoccupazione crescono così come cresce inarrestabilmente l'esercito dei precari e delle precarie; il sistematico progetto di smantellamento del Welfare State si approfondisce sotto la scure dei piani di stabilità europei; la mobilità dei migranti vede ergere davanti a sé nuove frontiere; la finanziarizzazione dell'economia continua incessantemente a succhiare i redditi ampliando ulteriormente le diseguaglianze sociali.
A tutto questo si aggiunge una sostanziale paralisi del quadro politico con un'opposizione parlamentare incapace anche soltanto di opporsi alla guerra in Libia.
Senza una nuova spinta dei movimenti, un'estensione dei conflitti, un nuovo accumulo di forza, le istanze di autonomia rimarranno inchiodate al palo della rassegnazione. Ma per far questo oggi è necessario un passaggio in avanti: occorre immaginare nuove pratiche di lotta in grado di rendere possibile a tutti rifiutare il ricatto e bloccare, anche solo per un giorno, quella macchina che ci mette a lavoro senza distribuire la ricchezza che insieme produciamo.
Le tradizionali forme di sciopero sindacale sono quindi fondamentali, ma insufficienti. Lo sciopero per essere efficace, per fare cioè male a chi ci sfrutta e ci precarizza, deve contemplare differenti forme e modalità.
Se la precarizzazione delle forme di impiego ha destrutturato le regole del gioco fino a trasformare il mercato del lavoro in una vera e propria giungla, allora lo sciopero, per funzionare, deve essere anch'esso selvaggio, deve fare dell'assenza di regole a cui sono costretti i lavoratori e le lavoratrici, un'arma propria da rivoltare contro i precarizzatori. Deve cogliere di sorpresa la routine della nostra città, deve irrompere nella comunicazione metropolitana e rimanere al tempo stesso invisibile, perché l'invisibilità è la condizione per lottare di chi è sottoposto al ricatto individuale.
Nei prossimi giorni, studenti, lavoratori precari, migranti , intermittenti dello spettacolo, dal primo al cinque maggio accompagneranno con iniziative, azioni, blitz, il conto alla rovescia verso lo Sciopero Generale, a cominciare dal 1 maggio quando grazie al sindaco Alemanno, a confesercenti e ad altre associazioni di categoria moltissimi precari saranno costretti a lavorare.
Per questo lanciamo un appello per costruire il 6 maggio uno sciopero selvaggio nella città di Roma. Per questo ci diamo appuntamento alle 10 e 30 a Piazza di Porta Pia, per dare vita ad un'azione collettiva di blocco di alcune attività economiche che in quella giornata rimarranno in funzione e alle 18 a Piazza del Pigneto per far partire una street parade che attraversi la città e faccia sentire la nostra voce. Reddito e Welfare per tutt*.
Domenica 1 maggio ore 11.00
davanti a Zara, Via del Corso
Venerdì 6 maggio 2011
Ore 10,30, Piazza di Porta Pia: Picchetto Precario
Ore 18,00, Piazza del Pigneto: Street Parade
Il 5 maggio costruiamo insieme la Piazza della Dignità
A poche settimane dalle rivolte del Nord Africa e dall’inizio della guerra in Libia, centinaia di profughi sbarcano sulle coste italiane dopo aver affrontato un viaggio che ha messo in pericolo la loro vita. Ventimila persone diventano un problema di grave ordine pubblico (laddove al confine tra Libia e Tunisia ne abbiamo viste transitare a oggi quasi 300.000), in un contesto di emergenza creato ad arte dal governo, che ha trasformato Lampedusa in una prigione a cielo aperto. Di ciò che rimaneva del diritto d’asilo e del dovere all’accoglienza, in altre parole, nessuna traccia. Emergenza dunque, ma in senso “democratico”, con il confinamento arbitrario di migliaia di persone e la deportazione sommaria di centinaia di altre, con disposizioni che trasformano lo stato di diritto nella legge dei due pesi e delle due misure ai danni di migliaia di persone solo perché di nazionalità diversa. La condizione dei migranti nel territorio nazionale, ma anche nell’Europa fortezza, è ormai fortemente discriminata da leggi e politiche ingiuste e razziste. Ultimo esempio: le clausole di Sarkozy, ovvero la messa in discussione persino di Schengen. Ma in queste settimane e in questi ultimi anni gli spazi di resistenza e tutela, ma soprattutto di autorganizzazione meticcia delle lotte, si sono moltiplicati divenendo pratica di massa. Da Rosarno a Brescia, da Lampedusa a Civitavecchia, da Roma a Castelvolturno e Santa Maria Capua a Vetere, da Manduria a Ventimiglia, dal sud al nord di questo paese, tantissimi migranti e attivisti hanno difeso con forza la libertà di circolazione e il diritto a scegliere dove vivere, mettendo seriamente in crisi il sistema di ordine e controllo. A pochi giorni dallo sciopero generale e generalizzato, vogliamo che queste resistenze si incontrino per dare vita, a Roma, alla piazza della dignità. Saremo al centro di Roma, assieme ai lavoratori venuti dalle campagne del sud, dove la rivolta di Rosarno è stata solo l’inizio di un percorso di lotta, ai somali e agli afgani, tristemente testimoni dell’assoluta indisponibilità all’accoglienza delle istituzioni che governano la città, ai Rom che ci hanno insegnato ancora una volta, dentro e fuori la Basilica di San Paolo che per i propri diritti bisogna lottare. Con dignità e determinazione. Il ricatto della clandestinità e dello sfruttamento lavorativo è la conseguenza più eclatante della Bossi-Fini e del Pacchetto Sicurezza – un ricatto divenuto insopportabile nel tempo della crisi. Crediamo infatti siano fondamentali i momenti di incontro e convergenza delle mobilitazioni, per costruire nuove possibilità di regolarizzazione per chi arriva in Italia per affermare il diritto al proprio futuro, un diritto che la nostra generazione, studentesca, migrante, meticcia, precaria, su entrambe le sponde del Mediterraneo vuole conquistare, qui e ora.
verso lo sciopero generalizzato del 6 Maggio
Giovedì 5 maggio dalle 18 a Campo de' Fiori
contro il ricatto della clandestinità, per i diritti dei migranti
Campagna Welcome – Roma
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