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Professione creativo

Dovete darci il denaro e poi ne riparliamo

Roma viene ormai descritta da più parti come la città della cultura, dell'arte e dello spettacolo; lo sviluppo urbanistico e produttivo metropolitano viene tutto orientato allo sviluppo delle nuove tecnologie dell?informazione, dell'università e della ricerca. Grandi investimenti pubblici e privati per rendere Roma una capitale Europea.

Ma l'accesso alla cultura, l'autogestione dei saperi, la precarietà e il reddito per chi lavora nei settori della nuova economia e del lavoro immateriale sono problemi irrisolti e centrali senza cui è impossibile pensare una città della cultura. Parigi, la capitale europea a cui più si è ispirata questa amministrazione, ci ha ultimamente dato l'occasione di conoscere un?insorgenza sociale che parla di possibili lotte comuni in Europa.

Le lotte degli intermittenti dello spettacolo francesi, di cui avevamo raccolto poche e frammentarie informazioni nell?estate, durante il Forum Socilale Europeo ci hanno trascinato, con geniale creatività, nel cuore del problema: la costituzione materiale europea. Le lotte francesi ci dicono molte cose importanti. Da una parte si tratta di lotte di resistenza "singolare", perché lo statuto degli intermittenti dello spettacolo francese (509 ore di lavoro annuo e reddito integrativo uguale per tutt@) è cosa del tutto inesistente in Italia come in altri paesi europei.

La sfida per loro, come per noi, non è tanto resistere per se ma estendere il "proprio" come vertenza esemplare e generalizzabile a livello europeo. Dall'altra sono lotte che oltre a resistere costruiscono un discorso in generale sul lavoro creativo e immateriale: il tempo di non lavoro è tempo di cooperazione, di nuove relazioni e di ricerca, servono soldi per sostenerlo!

Avendo assunto il lavoro in generale nuove caratteristiche relazionali, linguistiche e creative, così come una temporalità sempre più frammentata, la battaglia degli intermittenti si caratterizza da subito come conflitto sulle nuove forme di lavoro e sulla centralità del lavoro cognitivo nelle metropoli post-fordiste.

Gli intermittenti ci hanno inoltre offerto un nuovo sguardo arioso sulle pratiche di lotta. Occupazione dei Tg e dei ministeri, blocco dei teatri e dei grandi festival (come quello di Avignone), ma anche azioni nei Megastore musicali, nelle strade, "riot creativo" nel tentativo di assediare l'Unedic. Anche se tra gli intermittenti francesi esistono elementi corporativi di difesa della propria condizione, è importantte cogliere la tendenza, aprire un terreno di comunicazione e di racconto, cominciare a tessere la rete europea del lavoro cognitivo, artistico, linguistico per costruire vertenze e immaginari simili.

Per questo dopo l'esperienza parigina abbiamo invitato in Italia alcuni protagonisti delle lotte francesi per discutere di reddito e pratiche di lotta in Europa Invitiamo a partecipare e intervenire musici e attori, tecnici e precari della comunicazione, mediattivisti e attivisti, cognitivi e precog, giocolieri e artisti di strada, studenti e tutti coloro che hanno poco tempo a disposizione per lavorare e che hanno bisogno di tempo e soldi per produrre, creare, inventare, trasformare il mondo.

Siamo tutti intermittenti! Reddito di cittadinanza universale!

Mercoledì 17/12/03 h 18:00 Strike [spazio pubblico autogestito]

All?'interno della rassegna teatrale "Resistenze"

incontro con Jeanne Revel (AC! Rete precari e disoccupati)

Giovanni Pietro Cremonini (Cordinamento precari e intermittenti dello spettacolo)

Sapienza Pirata, Strike Spa, Triangolo Scaleno Teatro, Margine Operativo, Action/disobbedienti Roma

Email: strike@hacari.org