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OCCUPARE @ ROMA: STRIKE S.P.A. Spazio Pubblico Autogestito "Se nella vita cosė č il nostro viaggio non posso tornare a mani vuote al mio villaggio" Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre al termine della Scioparade, un corteo notturno per le strade di confine tra Centro e Periferia della citta' di Roma, nostro modo di estendere lo Sciopero Generale alle 24 ore, ai luoghi , ai modi della Metropoli in cui viviamo ABBIAMO OCCUPATO UNO SPAZIO...Un'occupazione pubblica, di movimento, un'azione di per rilanciare e diffondere l'utilizzo pubblico, l'autogestione del patrimonio dismesso, questo voleva essere. Siamo partiti da noi stessi, donne e uomini, studenti e migranti, diffusamente precari, ma immaginando un processo aperto, a partire dai nostri percorsi, dalle nostre relazioni, dai nostri strumenti e da un ambizioso calcolo delle probabilita'.Abbiamo occupato uno spazio con la necessita' di immaginare e ricostruire uno SPAZIO PUBBLICO per i movimenti metropolitani, in grado di accogliere n insieme di pratiche, di linguaggi, di "nuove figure sociali", incrociando il nostro progetto e il nostro destino con quello dell' Associazione Dhumcatu, che riunisce le comunita' di Bangladesh, India, Pakistan in cerca di uno spazio sociale, per superare il concetto di integrazione e praticare quello di contaminazione. Siamo gli abitanti della metropoli e vogliamo voce in capitolo. Vogliamo SPAZI. Vogliamo reddito, vogliamo permessi di soggiorno, vogliamo case, vogliamo accesso ai saperi e alle tecnologie vogliamo autgestire e ribaltare la nostra condizione di precarieta' forzata, senza condizioni. Abbiamo un progetto ambizioso sullo spazio di proprieta' della R.C.S., che si trova in un'aerea blu, ovvero un'area destinata nel Nuovo Piano Regolatore a Servizi PUbblici di livello Urbano. Vogliamo chiamarci Centri sociali di di Seconda Generazione e vogliamo costruire uno Sazio PUbblico e autogestirlo. Vogliamo che ilComune di Roma acquisisca lo stabile e lo assegni alla rete di associazioni, gruppi, singoli che prima e dopo l'apertura del cancellone di entrata , si sono incontrati sulla base di affinita' di progetto. di modalita', di esigenze, di idee. Vorremmo che attorno alla necessita' di un accesso libero alle tecnologie, all'identita' multipla: multiculturale e multilingue, data dall'integrazione tra italiani e migranti e tra gli studenti fuorisede, erasmus, o solo di altri paesi e di passaggio e gli studenti romani, tra i giovani lavoratori precari o disocupati che guardano alla possibilita'di costruire un'Europa a propria misura, prendesse forma un luogo la cui dimensione pubblica e' fndamentale. Vogliamo un ostello, un bugs lab internet point linux, un laboratorio grafico e uno fotografico, un Audio Lab, uno spazio grnade per tutti i giocolieri e le giocoliere del pianeta, un vero teatro e una sala cinema, per un quartiere che non ha neanche un "bel" cinema 5... vogliamo uno spazio in cui i migranti, uomini, donne , bambini che camminano per le notre strade , possano fermarsi ogni tanto al chiuso e vivere la propria socialita' e conservare la propria cultura con dignita'. Ci stiamo provando, credendo nell'autogestione come pratica attuale, sperimentando l'autoformazine come modalita' di apprendimento e trasmissione di saperi e competenze, scoprendo la contaminazione che avviene quando meno uno se lo aspetta. Apriamo il contatto...>> ROMA CITY STRIKERS >> CENTRI SOCIALI DI SECONDA GENERAZIONE >>
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| Email: strike@hacari.org | |||||||||||||||||||||||||||||